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EVENTO SISMICO Mw=6,5 CONFINE MARCHE-UMBRIA

Figura 1: Localizzazione evento Mw=6,5 con sequenza in atto dal 24 ottobre 2016 (Fonte INGV Terremoti)
Post aggiornato alle 23:30 del 30/10/2016

Questa mattina la rete sismica del Laboratorio di Geofisica Sperimentale (LGS) - Dipartimento di Scienze della terra dell'Università di Firenze - alle 6:40 UTC (7:40 Locali) ha registrato un evento sismico di magnitudo Mw=6,5 localizzato da INGV al confine tra Marche ed Umbria, presso i comuni di Norcia (PG) e Castelsantangelo sul Nera (MC) ad una profondità di 10km (superficiale - tipica dei terremoti appenninici).

Nella prima ora dopo l'evento sismico, in rete ci sono stati dubbi sulla stima della Magnitudo da parte di Ingv. In particolare la prima stima di magnitudo Richter data dall'Ente Nazionale era di Ml = 6.1, mentre tutti gli Enti internazionali, tramite il sistema automatico avevano subito calcolato nei minuti successivi alla scossa, una magnitudo momento decisamente superiore, in particolare: 





Dopo un'ora anche Ingv ha effettuato il calcolo manuale del momento tensore ed ha dato la magnitudo Mw = 6.5

Il Mainshock Mw 6,5 è attualmente seguito da numerose repliche di aftershocks (giornalisticamente chiamate "scosse di assestamento"), che al momento (23:30) contano circa 330 eventi di magnitudo con Ml>2 dei quali 16 di magnitudo >/= 4,0 (ma inferiori a 5).


Di seguito si riportano le registrazioni della Rete Sismica del Laboratorio di Geofisica Sperimentale dell'Università degli Studi di Firenze (Figura 2).

QUI le registrazioni real time.


Figura 2: Registrazione Stazioni


Il calcolo dei meccanismi focali effettuati tramite i dati a larga banda della Rete Sismica INGV ha evidenziato la seguente soluzione (Figura 3):


Figura 3: Meccanismo focale evento 6.40– Fonte INGV


Si è trattato di terremoti di origine tettonica generato, come calcolato da INGV, da un movimento distensivo (Figura 3) coerente con i dati della sequenza sismica iniziata il 24 agosto con l'evento di magnitudo 6 (Figura 1). Tali eventi sono infatti ubicati poco a nord dell'area interessata dalla sequenza prima menzionata ed alla quale struttura (sistema M. Vetore - M. Bove) possono essere collegati con la potenziale attivazione di altre faglie (Figura 4).

Figura 4: Sezione geologic dell'area– Fonte INGVTerremoti


Di seguito si riportano le foto effettuate dal Dott. Geol. Paolo Galli del Dipartimento della Protezione Civile (DPC) che evidenziano uno spostamento superficiale cosismico con un offset da 50 cm a circa 1m che si estende per chilometri sulla struttura M. Vetore - M. Bove.​




La pericolosità sismica dell'area risulta elevata, con accelerazione orizzontale del suolo attesa, in assenza di amplificazioni, pari a 0,25-0,275g una delle maggiori del territorio italiano.


Figura 5: Pericolosità sismica dell’area
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