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EVENTO SISMICO Mw=6.0 CENTRO ITALIA

Figura 1: Localizzazione evento (Fonte INGV)

Questa mattina alle 01.36 UTC (3.36 Locali) un sisma di magnitudo Mw pari a 6.0 ha colpito il centro Italia nell'area compresa tra Lazio, Marche e Umbria. Le città principalmente colpite sono Amatrice e Accumuli in Provincia di Rieti, Pescara del Tronto in Provincia di Ascoli Piceno (Figura 1).


L'evento principale (Main-shock) attualmente è seguito da una sequenza di scosse "di assestamento" (After-shocks), che al momento conta 112 eventi di Ml>2, tra i quali n°1 evento con Ml>5 (Ml 5.3 alle 2.33 UTC – 4.33 ora locale) e n°5 eventi con Ml>4.



Di seguito si riportano le registrazioni della Rete Sismica del Laboratorio di Geofisica Sperimentale dell'Università degli Studi di Firenze dove si vedono la scossa principale e le repliche tra cui quella di Ml=5,3 delle 02.33 UTC (Figura 2 e 3)

Figura 2: Registrazione Stazione A02

Figura 3: Registrazione Stazione LAM


Il calcolo del meccanismo focale effettuato tramite dati a larga banda della Rete Sismica Nazionale e della rete MedNet dell'INGV ha evidenziato la seguente soluzione (Figura 4):


Figura 4: Meccanismo focale – Fonte INGV


Si è trattato di un terremoto di origine tettonica generato da un movimento distensivo. L'ipocentro del sisma risulta a 4Km di profondità (superficiale - tipica dei terremoti appenninici). Dai dati INGV la faglia interessata ha una estensione di circa 25 Km con una direzione NNO-SSE.

La sismicità appare correlata alla sorgente sismogenetica Colfiorito-Campotosto ITCS028 (Data Base delle Sorgenti Sismogenetiche dell'INGV), storicamente attiva (anno 1639 – Figura 5), le cui caratteristiche evidenziano un profondità compresa tra 2,5 e 14 Km, ed una massima Magnituto Momento pari a Mw=6,5 (Figura 6).


Figura 5: Sismicità storica dell’area (Fonte INGV -modificata)

Figura 6: Sorgenti sismogenetiche dell’area (Fonte DISS 3.2.0)


La pericolosità sismica dell'area risulta elevata, pari a quella del L'Aquila, con accelerazione orizzontale del suolo attesa pari a 0,25-0,27g (Figura 7).


Figura 7: Pericolosità sismica dell’area
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